Il Museo Francesco Gonzaga offre ai propri visitatori e fruitori una vasta gamma di servizi specializzati, tra i quali
una sala di riproduzioni tattili per non vedenti,
più sale attrezzate per ospitare mostre temporanee,
una ricca biblioteca,
una moderna sala conferenze
ed un servizio di laboratori didattici.

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La sala delle riproduzioni tattili.

Sala riproduzioni tattili

Tra i vari servizi che integrano la fruizione delle opere esposte, il Museo Francesco Gonzaga si è dotato di una struttura che ha ben pochi riscontri negli altri musei italiani.
Mentre le opere esposte nelle altre sale, come avviene in tutti i musei, sono percepibili attraverso la vista, questa sala riunisce una ventina tra dipinti e sculture che i visitatori sono invitati a conoscere attraverso il tatto e l’udito
I dipinti sono riproduzioni di alcuni capolavori di questo Museo, realizzate a rilievo per poterne cogliere i soggetti anche nella terza dimensione, la profondità.
Le sculture sono quasi tutte opere originali, dei più diversi materiali e tecniche (bronzo e altri metalli, marmo, terracotta; a bassorilievo o a tutto tondo), disposte in ordine cronologico così da tracciare una pur succinta storia dell’arte, dalla classicità ai giorni nostri.
Tutte le opere sono corredate di audioguida e di un fascicolo con testo illustrativo, in caratteri normali e in caratteri braille.
La struttura è stata pensata anzitutto per i non-vedenti e ipovedenti, nell’ambito delle finalità istituzionali del Museo, volte ad agevolare l’accesso all’arte di quanti, per le più diverse ragioni, ne sono spesso lontani.
Si rivela però di grande interesse per tutti i visitatori, ai quali, sollecitandone altri sensi oltre alla vista, consente una più coinvolgente e proficua conoscenza dell’opera d’arte.
In particolare risulta utile e dilettevole per i fanciulli, che per natura sono portati a conoscere anche toccando quanto vedono.


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La “sala rossa” per le mostre temporanee.

Sala mostre temporanee

Il Museo dispone di diversi ambienti, di varie dimensioni, attrezzati per esposizioni temporanee di arte antica e contemporanea, organizzate in proprio o a richiesta degli interessati.
Numerose e benvenute sono quelle di artisti viventi. Il Museo ritiene che il sostegno e la promozione dell’arte contemporanea siano componenti particolarmente significative della sua attività. Ospitando le esposizioni degli artisti emergenti, il museo svolge un servizio per l’intera città di Mantova, incrementando in questo modo preziose occasioni che contribuiscono a nutrirne la vita culturale. Inoltre assolve al compito pastorale, non meno importante, di proporre agli artisti amicizia, dialogo e collaborazione, come auspicato nel discorso che papa Benedetto XVI ha rivolto al variegato mondo dell’arte. Infatti, nell’ambito della vita pastorale della Chiesa, il ruolo di un museo diocesano dovrebbe continuamente svolgersi secondo l’ispirazione del memorabile messaggio che papa Paolo VI indirizzò agli artisti alla chiusura del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965: “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani… Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo”.


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La biblioteca del Museo Francesco Gonzaga.

Biblioteca

Il Museo dispone di una ricca biblioteca, consultabile con il permesso della direzione. Essa accoglie un cospicuo fondo di rari e pregevoli libri antichi, oggetto – per gruppi omogenei – di esposizioni temporanee, nonché enciclopedie e altri testi recenti di storia e arte.


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La sala conferenze “Paolo Pozzo”.

Sala Paolo Pozzo

Dal 12 ottobre 2013 è stata aperta la nuova sala conferenze, destinata alle attività del Museo con l’intento di promuovere anche le attività culturali e associative della città. La sala, fruibile da chiunque ne faccia richiesta, capiente di 90 posti a sedere è dotata delle opportune moderne tecnologie. Realizzata dall’architetto Alessandro Campera al piano terreno dell’edificio è provvista di autonomo accesso adiacente alla facciata progettata alla fine del Settecento dal veronese Paolo Pozzo (1741-1803). Il particolare ha indotto a intitolare la sala proprio a questo professore di architettura all’Accademia di Mantova, cui la città deve numerose pregevoli realizzazioni artistiche sacre e profane.
La sala Paolo Pozzo arredata con un prezioso armadio doppio corpo Luigi XIV, tavolo dei conferenzieri e sedie d’epoca espone le riproduzioni dei quattro progetti formulati dall’architetto veronese, di cui uno, come si è detto sopra fu realizzato quale facciata del museo.

Per informazioni e prenotazioni contattare direttamente il museo.


Il museo per la scuola
La ricchezza e la varietà delle collezioni museali offrono alle scuole di ogni ordine e grado un’ampia gamma di possibili riscontri, a dimostrazione o integrazione dei programmi svolti in classe. Le visite possono essere guidate personalmente dall’insegnante, o con il sostegno di qualificati operatori museali. A richiesta è possibile riservare all’insegnante l’apposito laboratorio didattico. In ogni caso, si consiglia di prenotare la visita.Percorsi attivati per l’anno scolastico in corso:
– Cavalieri e coccodrilli.
– Gli animali al Museo.
– Il giardino dei pittori.Sugli argomenti proposti, come su eventuali altri che dovessero interessare, il Museo, in accordo con i docenti accompagnatori, potrà suggerire ulteriori indicazioni. Ne seguono alcune a titolo esemplificativo.L’elaborazione della materia
– La lavorazione del marmo (sculture) e del legno (tavole dipinte; sculture; mobili).
– La lavorazione dei metalli (armature; oreficeria; smalti; opere a niello).
– L’intaglio e l’intarsio (avorio; metalli; legno; pietre nobili).
– Tecniche pittoriche (miniatura; tempera; olio; acquerello; incisione; disegno, tessuto).Percorsi tematici
– Storia della città e del suo territorio. Tra le sue peculiarità, il Museo presenta puntuali richiami a tutte le fasi delle vicende mantovane degli ultimi duemila anni. Alcuni aspetti vi trovano particolare sviluppo, così da presentarsi anche come temi a sé stanti: il Medio Evo, i Gonzaga, il Settecento, la memoria del Preziosissimo Sangue o del patrono Sant’Anselmo, il pittore Giuseppe Bazzani.
– Tesori delle corti, tesori delle chiese: oro, argento, avorio e pietre preziose, elaborati in gioielli, cofanetti, suppellettili sacre e profane.
– I mantovani illustri (ritratti di personalità quali, ad esempio, Matilde di Canossa, il duca Carlo I Gonzaga, il pittore Lanfranco; con opere a ciascuno connesse).
– I diversi orientamenti dell’arte mantovana del Novecento.
– Come vestivano: l’abbigliamento in rapporto alla classe e al ruolo sociale.
– Il mestiere delle armi: le celebri armature; corrispondenze in sculture e dipinti.
– I simboli: del potere, del valore, della fede.
– Il libro nel tempo (libri dipinti e antichi libri reali, manoscritti e a stampa).
– Personaggi ed episodi del Vangelo.
– I santi, mantovani e non.
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