Nozze mistiche della Beata Osanna Andreasi

ORSOLA MADDALENA CACCIA (1596-1676)

Olio su tela, 1648

Inv. 670. Dalla chiesa parrocchiale di Carbonarola Po.

Osanna Andreasi (1449-1505), appartenente a una delle più illustri famiglie mantovane, fu terziaria domenicana, cioè una suora che viveva nella propria casa, la bella casa quattrocentesca con facciata di Luca Fancelli, tuttora esistente (e visitabile) in via Frattini 9. Amica e consigliera dei Gonzaga signori di Mantova, fu gratificata di visioni mistiche e si impegnò assiduamente in opere di carità. Per interessamento di Isabella d’Este fu beatificata da Leone X nel 1510.

Occasionalmente ella abitò anche nella casa di campagna sita a Carbonarola Po, minuscola frazione di Carbonara di Po (Mantova). Nella frazione avevano proprietà anche i nobili Agnelli; Scipione Agnelli, divenuto vescovo di Casale Monferrato, dedicò alla Beata la chiesa parrocchiale e fece eseguire il presente dipinto, collocandolo sull’altare maggiore della chiesa.

Il piccolo borgo di Carbonarola con la chiesa da cui proviene il dipinto.

Autrice del dipinto è la figlia del pittore Guglielmo Caccia detto, dal natio borgo monferrino, il Moncalvo; battezzata come Teodora, entrò in convento col nome di suor Orsola Maddalena, continuando l’attività del padre con tele di carattere devozionale, apprezzate specie per l’abilità nell’unire alla dolcezza delle figure umane uno spiccato realismo: ne sono esempi qui la miriade di angioletti che danzano, suonano e cantano, nonché i tanti fiori, raffigurati con precisione scientifica.

Tema del dipinto sono le nozze mistiche, o matrimonio spirituale, con Gesù Cristo, cui si votano specie le monache e le suore, per significare che esse tendono a condividere in pienezza la vita del loro Signore. Qui è manifestata la passione (con la corona di spine e la croce posta sulle spalle della Beata) per poi accedere alla gloria (un angioletto le toglie la corona di spine per sostituirla con una di fiori, e un tripudio di fiori accompagna gli altri angioletti), tutto nella luce e con la forza proveniente dallo Spirito Santo (raffigurato come tradizione in forma di colomba).

Il cartiglio che recita “Iesu Maria” allude a un episodio della vita di Osanna (si tramanda che la scritta le sia stata mostrata quando, in una visione, imparò a leggere e scrivere); la scena sottostante mostra, sullo sfondo del castello di Moncalvo (che suor Orsola poteva vedere dalla sua cella), l’altro episodio di tradizione, secondo cui un angelo aiutò la Beata a trasportare dal Po un pesante secchio d’acqua.

Orsola Caccia – Beata Osanna
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