Crocifissione

GIANFRANCESCO  MAINERI   (notizie dal 1489 al 1506)

Tempera su tavola, c. 1500

Inv. 25. Dalla chiesa parrocchiale di Torricella.

La tavola, ancora con la sua cornice originale, è attribuita a un pittore nativo di Parma ma formatosi a Ferrara e ripetutamente attivo anche a Mantova. All’ampio e mosso paesaggio, con l’estuario di un fiume attraversato da un ponte e il mare sullo sfondo, con personaggi minori (si notino i due cavalieri in conversazione) tra nobili edifici e rocce frastagliate, si contrappongono le figure in primo piano, presentate nello stile del primo rinascimento ferrarese.

Mentre due angioletti raccolgono il sangue di Cristo morente, intorno a lui stanno sua Madre e l’apostolo prediletto, Giovanni, insieme con la Maddalena che esprime il suo amore abbracciando la croce. Quest’ultima è piantata sopra una piccola grotta in cui è un teschio: il particolare deriva dai vangeli apocrifi, in cui si narra che la croce di Gesù si trovava esattamente sopra il sepolcro di Adamo. Si intendeva dare così forma narrativa a un concetto (da Adamo è derivato per tutti gli uomini il peccato originale; idealmente colando su di lui, il Sangue, versato da Gesù, ha redento l’intera umanità); ma in Occidente il racconto è stato preso alla lettera. Di qui le raffigurazioni sotto la croce del corpo di Adamo, per comodità ridotto al solo teschio o, come in tanti Crocifissi, a due tibie incrociate.

Gianfrancesco Maineri – Crocifissione
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