I  busti  dell’Antico

PIER JACOPO ALARI BONACOLSI, detto L’Antico  (1455/60-1528)

Marmo, bronzo, terracotta; c. 1500

Inv. 1102, 1103, 1104, 1105, 1106, 1107, 1108, 1109, 1110. Dal Seminario diocesano.

 

 Le otto sculture costituiscono l’impresa maggiore di un artista tra i più raffinati del rinascimento, il mantovano Pier Jacopo Alari Bonacolsi (1460-1528), detto L’Antico per la sua abilità nel realizzare bronzetti secondo lo stile della civiltà classica. Creò capolavori per Isabella d’Este e altri Gonzaga; questi busti furono realizzati per Ludovico, vescovo di Mantova dal 1483 al 1511, il quale li collocò nella sua residenza privata di Gazzuolo, donde passarono alla residenza ufficiale dei vescovi, l’attuale Seminario diocesano.

Essi si compongono di quattro teste in marmo di età romana (I-II secolo) e quattro in bronzo di invenzione dell’Antico (basate su ritratti noti di Giulio Cesare da giovane e in età matura, Ottaviano Augusto e Antonino Pio), collocate su busti in terracotta in origine dorata, retti da eleganti mensole ricavate da antichi capitelli corinzi. L’insieme offre un illuminante esempio della ritrattistica in età romana, quando a fronte di figure idealizzate di ispirazione greca (come nel giovane con corona d’alloro) continuava a prevalere la tradizione, improntata da un marcato realismo.

Sul bancale rimane volutamente traccia del terremoto che provocò la caduta del busto di destra, con lievi danni subito risarciti.

I busti dell’Antico
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