Nella vetrina si conserva un corredo da mensa conventuale composto da terrecotte ingobbiate ed invetriate nel colore fulvo lionato. I pezzi provenienti dalle collezioni del museo sono databili dal XVI al XIX secolo.

Il notevole complesso, per buona conservazione e campionatura di forme adatte a bere acqua oppure vino e a distribuire cibi solidi o a sorbire zuppe, come nella pratica conventuale, offre un saggio della consueta dotazione da mensa nei monasteri, caratterizzata dalla vetrina uniforme stesa sul fondo ingobbiato nei toni del colore giallo-fulvo detto lionato, perché simile alla criniera del leone. Tale cromia si alterna talvolta alla vetrina verde. Spesso sul corpo dei manufatti stanno scritte graffite indicanti l’appartenenza al convento o alla mansione del monaco (l’abate, il dispensiere della mensa, il cantiniere, il portinaio), come avviene per l’abbazia di San Benedetto in Polirone. Nel nostro caso le uniche iscrizioni sono il trigramma di Cristo IHS e le lettere AWR, su due boccali; in un terzo la decorazione porta linee longitudinali.

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