1. Vaso con i dodici Apostoli

Sec. XIX

Inv. 69

Il vaso, di insolita foggia rastremata verso l’alto, reca le immagini dei dodici apostoli, individuati dal nome in francese. Nel numero è compreso Paolo; manca invece Mattia.

 

2. Alzata con coperchio

Sec. XIX

Inv. 73A, 73b

Accompagnate da copiose raffigurazioni di contorno, due sono le scene principali, entrambe tratte dalla mitologia greca. Sul coperchio, le nozze di Nettuno, dio del mare, con la nereide Anfitrite. All’interno, il ratto di Deianira da parte del centauro Nesso, con sullo sfondo Ercole, lo sposo della rapita, in procinto di tirare la freccia che ucciderà il rapitore. Questa seconda scena trae spunto dal dipinto di Guido Reni ora al Louvre, ma eseguito per il duca di Mantova Ferdinando Gonzaga.

guido_reni_ratto_deianira
Guido Reni: “Ratto di Deianira”.

 

3. Giochi di putti

Samson; sec. XIX

Inv. 79

Le cinque placchette, qui riunite su un supporto a parallelepipedo ma in origine forse destinate ad ornare cofanetti, si avvicinano nel soggetto a un cofanetto cinquecentesco del Museo del Louvre; peraltro i giochi infantili erano raffigurati di frequente nell’arte del rinascimento italiano, riprendendoli da quelli presenti nei sarcofagi romani.

 

4. Cofanetto a grottesche

Sec. XIX

Inv. 80

Il cofanetto si orna di dieci elegantissime placchette en grisaille con grottesche, venute di moda col Manierismo, entro le quali si rilevano i nomi di Edipo e Atteone, personaggi della tragedia greca, mentre quella sommitale porta la scritta Concordia, come nei cofanetti nuziali del Rinascimento.

 

5. Cofanetto con scene mitologiche

Maestro H B; sec. XIX

Inv. 81

L’elegante manufatto si orna di cinque placchette en grisaille con scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, come illustrate nel Cinquecento da Bernard Salomon. I soggetti, iscritti nelle scene, sono: Apollo e Batto, Chirone e Ociroe, Apollo e Coronide, Mercurio e Aglauro, Callisto e Arcade.

 

6. Cofanetto d’argento

Sec. XIX (?)

Inv. 78

Questo cofanetto dai raffinati profili, in argento come i due busti femminili (uno dei quali nasconde la serratura) al centro dei lati lunghi, si arricchisce di undici placchette in smalti policromi: quattro costituite da fregi d’oro su fondo azzurro; due presentano scudi entro corone rette da angeli (uno degli scudi reca lo stemma della famiglia fiorentina de’ Medici) e cinque raffigurano personaggi mitologici. Si riconoscono da un lato la nascita di Venere e Cupido, dall’altro Leda col cigno e un centauro entro un labirinto, e sul coperchio il trionfo di Venere, che riprende la nota incisione denominata Quos ego, realizzata da Marcantonio Raimondi nel 1516.

Vetrina 11
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