Lana e seta; c. 1530

Dalla basilica di Santa Barbara. Inv. 1114, 1115, 1116

I tre arazzi sono di manifattura fiamminga (Bruges) e sono i soli superstiti di questo tipo tra i ben più numerosi appartenuti ai Gonzaga, i quali li addossavano alle pareti delle stanze abitate nei mesi freddi, sia per attenuare il rigore degli ambienti, sia per rallegrare la vista con una sorta di “giardino d’inverno”. Questi, con altri tre poi scomparsi, in data imprecisabile sono passati alla basilica palatina, dove nelle funzioni solenni erano usati come tappeti intorno all’altare. In ciascuno di essi sono raffigurati, con grande finezza, stemmi ed emblemi in un ampio prato fiorito punteggiato da animali, reali o fantastici (come l’unicorno), sullo sfondo di colline con case e castelli, tra i quali si muovono esseri umani, singoli o a piccoli gruppi.

Tre arazzi “millefiori”
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