FRANCESCO BORGANI

Olio su tela; 1614

Dalla chiesa parrocchiale di Governolo. Inv. 1217

Il dipinto raffigura un episodio storico avvenuto nell’anno 452 in terra mantovana, e precisamente, secondo la tradizione più tenace, alla confluenza del fiume Mincio nel Po, vale a dire nell’attuale borgo di Governolo. Qui il papa Leone I, poi detto Magno, convinse Attila re degli Unni, intenzionato a conquistare Roma, a fare ritorno in Ungheria. A Governolo l’ingegnere idraulico Gabriele Bertazzolo, su incarico del duca Vincenzo I, a partire dal 1609 realizzò l’imponente chiusa che tuttora regola il corso del Mincio, e nel 1614 celebrò l’opera donando alla chiesa questo dipinto.

La tela di Borgani tuttavia ebbe forse anche un altro scopo: celebrare il duca per il suo apporto alla lotta cristiana contro i Turchi, con tre spedizioni militari in Ungheria. Lasciano intendere questo scopo il fatto che gli Unni sono qui abbigliati come i Turchi, e il particolare che dietro il papa sono ritratti, in primo piano, personaggi contemporanei: il cardinale Ferdinando, figlio e poi successore del duca, lo stesso Bertazzolo e Francesco Gonzaga, allora vescovo di Mantova. Come a suggerire che, se il barbaro Attila aveva portato la guerra dall’Ungheria a Mantova, il duca Vincenzo da Mantova aveva portato la guerra in Ungheria, a quei nuovi barbari che erano i Turchi.

Il papa Leone Magno incontra Attila
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