Nella vetrina sono allineate cinque croci del tipo detto astile, perché fissate al sommo di un’asta per poterle portare alte durante le processioni; essendo guardate da chi precede come da chi segue, sono lavorate su entrambe le facce. Le croci qui esposte esemplificano l’evoluzione delle forme in rapporto con l’evoluzione degli stili, dal romanico al gotico, al gotico internazionale, al rinascimento. Da notare la complessità dei materiali e delle tecniche usate: rame, argento, oro, smalti, con particolari incisi, sbalzati, bulinati, fusi a parte e applicati, cesellati, niellati. Il niello è una tecnica rara, consistente nel tracciare su una superficie metallica solchi poi riempiti da una pasta metallica di tonalità contrastante, così creando scene e decori. Da destra:

Croce di Piubega

Croce di Suzzara. Il nodo è arricchito con quattro tondi a niello, raffiguranti l’Annunciazione e gli apostoli Pietro, Paolo e Giovanni.

Croce di Poggio Rusco. Nella magnificenza dell’insieme, spiccano le figure applicate: nella faccia anteriore, con il Crocifisso sono Pietro, Paolo e due santi francescani; nella faccia posteriore, con il Pellicano simbolo di Cristo nutritore dei suoi amici sono tre figure femminili, le cosiddette tre Marie con al centro la Vergine Madre, ed in basso la figura dell’Angelo che annuncia la Risurrezione del Signore.

Croce della Cattedrale (a)

Croce della Cattedrale (b). Raffinato lavoro del Quattrocento, con ancora tracce degli smalti che ornavano la faccia anteriore e i nielli tuttora presenti su quella posteriore.

Croci astili
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