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Il catalogo della mostra.

Mostra genealogico-iconografica  a cura di Giancarlo Malacarne, 12 aprile – 20 settembre 2015

La mostra rivisita il fasto della famiglia dominante su Mantova e la grande stagione artistica che la vide protagonista. L’obiettivo che l’esposizione propone all’attenzione degli studiosi, dei curiosi, degli amanti della storia e dell’arte è duplice: d’un canto intende offrire un approfondimento storico-culturale della realtà gonzaghesca, tramite l’approccio visivo diretto a testimonianze iconografiche particolarmente significative; d’altro canto si abbandona ad un’affabulazione che pone in primo piano le origini e i volti dei Gonzaga della linea di sangue primogenita dominante in Mantova e di numerosi rami cadetti, nei secoli del loro dominio.
Dopo la mostra iconografica realizzata nel Palazzo Ducale di Mantova nel 1937, nessun intervento specifico si è concretizzato sul tema, al di là di importanti elementi qua e là disseminati nelle diverse manifestazioni. Oggi, il concorso e la collaborazione di un pool di collezionisti e di due musei gonzagheschi offrono la possibilità di adire a fascinosi giacimenti soltanto in minima parte conosciuti, a testimonianza che soprattutto per quanto attiene il “privato”, quando adeguatamente supportato e tutelato esso sia in grado di costituirsi a nuovo ed esaltante elemento di attrattiva e soggetto di indagine, rivelando nel contempo come non soltanto le Istituzioni siano in grado di offrire tesori d’arte alla fruizione del pubblico. Come dire che intorno al fenomeno del collezionismo privato, finalmente desideroso di rivelarsi al grande pubblico, si viene a definire un universo “altro”, assolutamente sconosciuto ma senza dubbio degno di essere approfondito e goduto.
Allo straordinario giacimento del quale stiamo dibattendo, si è da poco tempo aggiunta la serie completa dei Gonzaga dominanti in Mantova, estremamente suggestiva e di grande valore artistico e documentario. Si tratta di un complesso di venti tele che propongono i 18 capitani, marchesi e duchi di Mantova (linea di sangue primogenita e ramo cadetto di Nevers), oltre a Carlo di Rethel e a un elemento celebrativo dell’intera dinastia. Al di là della consistenza artistica dei diversi dipinti, affrontata in sede di catalogo dagli studiosi e storici dell’arte, del complesso resta lo straordinario valore documentario fissato su tela, attraverso il quale ci è restituita l’immagine di una famiglia che per quasi quattro secoli esercitò il dominio sul territorio mantovano e, più tardi, monferrino.
La serie di opere d’arte presentate nel contesto della mostra si avvale di un nutrito numero di dipinti, oltre 50, anche di notevoli dimensioni, tutti di buon livello artistico quando non eccezionale, i quali hanno il pregio della novità, non essendo conosciuti dagli studiosi né dal grande pubblico. Potremmo citare alcuni ritratti: di grande livello artistico quello della sventurata Margherita Farnese, che causa l’imene corneo fu ripudiata dal marito Vincenzo I; di Margherita di Savoia, inutilmente sacrificata sull’altare della pace tra le due famiglie; di Carlo Gonzaga della linea cadetta di Gazzuolo, unico nel suo genere; di Margherita Gonzaga Lorena, inedito nei contenuti e di grande bellezza; di Carlo II del ramo dei Nevers, raffigurato in giovane età; del cardinale Ferdinando, successivamente diventato duca di Mantova, presente in entrambe le condizioni; della misteriosa ed inquietante Matilde d’Este, moglie di Camillo III Gonzaga di Novellara, legata per sempre alla nefanda e tragica “acquetta” che la vide sinistra protagonista.
Oltre ai dipinti saranno esposte alcune mappe genealogiche di eccezionale bellezza e valore documentario, che rimandano a una ricerca effettuata in epoca lontana sulle origini di una grande famiglia, sulle sue diramazioni, sugli imparentamenti, sapienti e finalizzati al mantenimento del potere in tempi oscuri e saturi di pericoli. Un coacervo di dati che, al di là della funzione strettamente documentaria, presentano espressioni artistiche di straordinario rilievo, come, ad esempio, la pergamena dedicata a Vespasiano Gonzaga del ramo cadetto di Sabbioneta, realizzata intorno agli anni ’50 del Cinquecento, con numerosi tondi fondo oro.
Inoltre medaglie in oro, argento e bronzo, ceramiche, libri, cofanetti, armi, appartenute alla famiglia e recanti inequivocabili segni distintivi che testimoniano storie gonzaghesche di grande spessore e afflato artistico.
La mostra, elegantemente allestita da Roberto Soggia è ospitata nell’ ampia “sala delle colonne” del Museo, appositamente restaurata e riportata al primevo splendore, col patrocinio di “EXPO 2015”. L’esposizione è accompagnata da un nutrito programma di eventi, viaggi, visite, conferenze e mostre collaterali che le si affiancheranno sino alla conclusione.

Gonzaga. I volti della storia
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